Fiaba serena
Credi, dolce boschetto,
al chiarore perpetuo ed al fiato infinito
che fuggendo nel sole soscurava destate e deterna membranza,
per le fronde invaghite dal salir della vita
e la musica lieta dun beato perdono.
Ma correndo felice nei ricordi passati
io mi tingo dautunno,
co silenzi perenni e la quiete che vaga
dun continuo respiro.
Ed al canto infinito dun augello deluso,
io regalo sapori soavi,
e lodor de le vigne che diviene inumano
mi donava laurora
ed il fior de rimpianti.
Il cammino del girasole
Pur dilettando il mattino,
allor che i galli strillando nellaperto cielo fan festa coi crini,
e tortuosi tormenti si adagiano nel fulveo dun fiorellino,
e il cane correndo fido si posa allerboso praticello, tu ti duoli, girasole.
Segui il cammin funesto dellombreggiante occhietto chiaro,
che ti par di donzelletta un sorriso,
e intanto,
tra poggi,
odi canticchiar il galletto dal crin festoso e con brilli al dorso,
colorato di mille colori e baciato dal sapor dei notturni tramonti
che ancor si cullan nel cuore. E poi cammini,
segui il sole e a sera,
spossato, fai festa coi sogni.