FRANCESCO SINIBALDI

Fiaba serena

Credi, dolce boschetto,
al chiarore perpetuo ed al fiato infinito
che fuggendo nel sole s’oscurava d’estate e d’eterna membranza,
per le fronde invaghite dal salir della vita
e la musica lieta d’un beato perdono.
Ma correndo felice nei ricordi passati
io mi tingo d’autunno,
co silenzi perenni e la quiete che vaga
d’un continuo respiro.
Ed al canto infinito d’un augello deluso,
io regalo sapori soavi,
e l’odor de le vigne che diviene inumano
mi donava l’aurora
ed il fior de’ rimpianti.

Il cammino del girasole

Pur dilettando il mattino,
allor che i galli strillando nell’aperto cielo fan festa coi crini,
e tortuosi tormenti si adagiano nel fulveo d’un fiorellino,
e il cane correndo fido si posa all’erboso praticello, tu ti duoli, girasole.
Segui il cammin funesto dell’ombreggiante occhietto chiaro,
che ti par di donzelletta un sorriso,
e intanto,
tra poggi,
odi canticchiar il galletto dal crin festoso e con brilli al dorso,
colorato di mille colori e baciato dal sapor dei notturni tramonti
che ancor si cullan nel cuore. E poi cammini,
segui il sole e a sera,
spossato, fai festa coi sogni.