MIO MARE - Maurizio Gregorini

Mio Mare...
Ho annegato
nell’empireo
della tua voce
ogni stupido giorno
della mia vita.

Mio Mare...
cammino da molto
lungo la riva
che ho in mente
e torno a te,
vestito di nulla.

Mio Mare...
quante cose inutili raccogli
e quanta dolcezza,
calda tenerezza dispensi.

Oggi, qualcuno,
sta seduto sulla cresta d’un’onda
e pensa di essere mare.


Oggi, un uomo,
nella sua infinita pochezza
s’illude di diventare mare.

Vastità di ricordi
digressione mortale.

E’ scoccata
l’ora della
tua gloria.

Vengo a renderti
l’anima,
sono sempre stato mare.

Mio mare,
un sasso
precipita
nella
bocca
del tramonto
mentre io scendo
al profondo,
divorato dal blu.